Non detto

20 novembre 2014

Apple Watch: il Digital Touch e la ritribalizzazione di McLuhan

Apple Watch: il Digital Touch e la ritribalizzazione di McLuhan

Il 9 settembre 2014, presso il Flint Center di Cupertino, Tim Cook ha svelato al mondo intero «il dispositivo più personale di sempre»: l’Apple Watch. Nel corso del keynote più disastroso del brand della mela morsicata (video a scatti e traduzione in mandarino) sono state presentate le caratteristiche dello smartwatch targato Apple.

La funzionalità che più mi ha colpito durante lo streaming singhiozzante è stata quella del Digital Touch che consente di disegnare simboli sul quadrante dell’orologio per poi farli apparire in tempo reale sull’Apple Watch di un nostro amico.

 

Mettici del sentimento. A volte le parole non servono. Con le funzioni Digital Touch, comunicare polso a polso con gli amici che indossano un Apple Watch è spontaneo e divertente.

 

Quelle immagini mi hanno riportato alla mente la celebre opera Galassia Gutenberg di Marshall McLuhan in cui il mass-mediologo canadese ripercorre la storia dell’umanità, evidenziando come le tecnologie della comunicazione siano state di fondamentale importanza per l’organizzazione sociale degli uomini.

Il fundamentum divisionis della periodizzazione con la quale McLuhan suddivide la storia umana è rappresentato dal tipo di tecnologia predominante che si afferma in una determinata epoca, andando così ad attuare uno squilibrio sensoriale. Nella riflessione di McLuhan le tecnologie sono estensioni delle capacità cognitive che alterano l’equilibrio sensoriale degli uomini tribali.

Partendo dal contributo di Karl Popper, che nella prima parte del suo contributo “La società aperta e i suoi nemici” analizza, da un punto di vista politico ed economico, il processo di detribalizzazione della Grecia antica e la successiva ritribalizzazione della società moderna, McLuhan amplia la riflessione del filosofo austriaco, evidenziando come anche le estensioni sensoriali contribuiscano alle dinamiche di apertura e chiusura delle nostre società.

Le tre innovazioni tecnologiche che hanno segnato i tre rispettivi periodi sono le invenzioni dell’alfabeto fonetico, della stampa e del telegrafo.

In particolare, l’introduzione dell’alfabeto fonetico segna il passaggio dall’età dell’uomo tribale, che vive un equilibrio sensoriale in uno spazio essenzialmente acustico dove il medium principale è costituto dalla parola, all’età della scrittura. Una fase in cui si afferma il predominio della vista rispetto alla percezione uditiva e l’alfabeto consente di dissolvere il legame tra il segno e il suono, contribuendo a determinare un modo di pensare astratto, lineare e analitico.

Il consolidamento di tale logica avviene però con la nascita dell’«uomo tipografico» in seguito all’invenzione di Gutenberg: la stampa a caratteri mobili. La pressa tipografica consente infatti di trasferire e riprodurre la conoscenza in maniera veloce, precisa e standardizzata, frammentando la complessità in una sequenza continua, lineare e uniforme. Tale tecnologia agevola quindi lo squilibrio sensoriale iniziato nella fase precedente (età della scrittura), portando alla luce «l’uomo tipografico» il cui senso predominante è la vista e il suo processo di formazione è individualistico, analitico e razionale.

Ma è l’invenzione del telegrafo a fare da apripista per la rivoluzione elettronica che consente una ritribalizzazione, ovvero il ristabilirsi dell’equilibrio sensoriale,  stavolta però non più limitato e naturale, ma potenzialmente infinito grazie ai media elettronici. In particolare, con l’avvento di Internet, la dimensione cronologica si assottiglia mentre lo spazio si amplifica contribuendo così alla formazione di quello che McLuhan definisce «villaggio globale».

A mio avvio uno dei pregi più grandi di McLuhan è stata la sua capacità di pre-visione sulla base di «segnali deboli dal futuro» (Philippe Cahen). I dispositivi mobili e in particolare i recenti sviluppi su i wearable device (smartwatch-glass-clothes-lingerie-etc.) rappresentano un’ulteriore conferma delle “profezie” del massmediologo canadese e costituiscono una delle forme più rappresentative del concetto di tecnologia come estensione sensoriale dell’uomo.

P.S.

Non ci resta che prepararci ad annusare il nostro prossimo orologio 🙂


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